lunedì 26 maggio 2008

IL BENVENUTO DI G.MAIO AL DOTT.GONDONI E ALLA SUA COMPAGINE

Oltre ogni sterile polemica, mi preme dare il mio benvenuto ai nuovi aderenti al Partito e ringraziare personalmente il Dr. G. Gondoni per il suo encomiabile intervento.
A presto,
Giovanni Maio

PARCO NAZIONALE VAL D'AGRI

Cari amici,
comunico a tutti Voi che il TAR del Lazio ha fissato l'udienza di discussione del ricorso, SOLO da noi presentato, per il giorno 5.6.08.
Speriamo in una giustizia che non si lasci influenzare dai poteri che sono contro la caccia.
Terrò tutti aggionati per il prosieguo
Un caro saluto a tutti
Angelo Dente

sabato 24 maggio 2008

NASCE LA SEZIONE PENISOLA SORRENTINA

ATTIVAZIONE E ADESIONE AL PARTITO DEI CACCIATORI : MONTI LATTARI E PENISOLA SORRENTINA.E' CON IMMENSO PIACERE COMUNICARVI CHE ANCHE NELLA ZONA DI C/MARE DI STABIA(NA),MONTI LATTARI E PENISOLA SORRENTINA E' NATO IL PARTITO DEI CACCIATORI CON TANTE ADESIONI,DI CACCIATORI E PESCATORI ENTUSIASTI DEL PROGRAMMA NAZIONALE,CONDIVISO DA MOLTI APPASSIONATI E NON DEL MONDO VENATORIO,AMBIENTALE,ITTICO E MICOLOGICO;COADIUVATI DAL SIG.SOMMA FRANCESCO CHE SI STA PRODIGANDO ATTRAVERSO VARIE FORME PER UNA MAGGIORE CRESCITA IN AMBITO PROVINCIALE CONTATTANDO,VARI ESPONENTI DEL MONDO VENATORIO.

venerdì 23 maggio 2008

GRANDE PRESIDENTE

Grande, grande, grande il nostro presidente.
Beccatevi questa lezione di umiltà, ma nello stesso tempo di coraggio, cari amici della federcaccia e cari gufi.
O con noi( e allora mostratevi) o contro di noi!
Paolo Sorrentino

INTERVIENE IL PRESIDENTE

Caro Pasquale R,
siccome da te richiesto, ti rispondo subito mentre a giorni farò un mio intervento, molto più ampio, su quella che è la mia opinione circa il dibattito che si è sviluppato.
Non credo ci siano, nei vari interventi, intenzioni di voler metttere " cacciatori contro cacciatori".
Le critiche, gli attacchi e le divergenze, se costruttive, sono fondamentali per la nascita e lo sviluppo di ogni idea che può anche non essere condivisa, ma va comunque rispettata.
Debbo, allora, farti presente che, forse perchè in difficoltà, non hai risposto a due precise critiche che ti sono state mosse.La prima riguarda le esternazioni del tuo presidente nazionale il quale come descritto, e quel che più conta documentato, da G.Maio parrebbe aver detto pubblicamente che la FIDC è contro il partito dei cacciatori. Ho da pochi giorni avuto il piacere di incontrare il tuo presidente provinciale il quale, come te, mi ha offerto un eventuale appoggio dell'associazione al partito, analogamente a quanto ha fatto la FIDC provinciale di Messima.Dunque come la mettiamo con questa eterogenea visione degli organi periferici con la presidenza nazionale?Sarei curioso di avere da te una chiara risposta.
Quanto all'anonimato mi pare che il sig.Melfi ti abbia rimproverato di esserti comportato nello stesso modo dell'ormai famoso Pasquale.
Certo non puoi dirmi che aggiungere una "R" al nome sia sinonimo di presentazione.Dunque anche tu, come vedi, incorri negli errori che poi rimproveri agli altri.
Ma polemiche a parte, vogliamo tutti il bene della caccia?Allora che si esca allo scoperto come ho fatto io che, incurante della mia posizione sociale (e scusami la presunzione), ho avuto il coraggio di esporre innanzitutto il mio volto, le mie idee, i mie progetti.
C'è qualcuno che condivide e ha lo stesso coraggio senza il timore di perdere cariche, incarichi e poltrone?Allora si faccia avanti con nome e cognome, dimostri coraggio e collaboriamo assieme anche con reciproche critiche a patto che esse siano di natura costruttiva.In caso contrario, caro Pasquale R., i propositi, gli auguri, e le offerte di collaborazione sono soltanto parole buttate al vento o fumo negli occhi.
Per fortuna uso gli occhiali!
Un caro saluto a te e a tutti i cacciatori.
Angelo Dente

PASQUALE R. RISPONDE A GIOVANNI MAIO


Pasquale R. ha detto...
Ecco …, siamo alle solite, cacciatori contro cacciatori, eppure il mio amichevole sprono all’anonimo Pasquale, (che saluto) è stato e rimane la mia personale opinione, affinché chi e preposto a rappresentare la categoria ha il dovere di lottare per ciò che è giusto, non aspettare che arrivi qualcuno a tirar via le castagne dal fuoco; oppure come capita spesso (fin troppo) abbandonando il campo per poi svolazzare da una associazione all’altra affinché si compia l’attesa vendetta, nientemeno, mettendo l’un contro l’atro, individui che condividono la stessa maniacale passione. ”E’ ASSURDO”.Il sottoscritto non giudicherà mai un movimento o una associazione venatoria che nasce per rafforzare i diritti dei Cacciatori, di cui anche io faccio parte, ma sicuramente giudicherò chi non ha il diritto di rappresentarla. Penso che rivolgersi ad un amico cacciatore, collega dirigente, della mia stessa associazione, affinché chiarisca la posizione su un punto di vista, non è assolutamente un rimprovero o tanto meno una critica distruttiva.Tutt’altro, mi sembra il tono di chi attacca senza indugi, per denigrare l’operato o il pensiero dichi esprime opinioni personali, quasi risentito per questioni esterne a questa discussione.Caro Giovanni (consentimi il caro) non sono favorevole al partito dei verdi, ma questo non vuol dire che io non condivida una serie di cose per cui, anche tu sicuramente hai lottato e continuerai a farlo ( inquinamento, degrado ambientale, ecc. ecc) . Dire no alla nascita di un partito di cacciatori non significa non condividere idee e concetti. Come è sicuramente legittimo schierarsi anche con partiti politici già presenti, che dimostrino reale disponibilità alla risoluzione dei molteplici problemi che attanagliano il mondo venatorio.Credere, che un partito politico, non possa raggiungere determinati scopi, non significa schierarsi contro, ne tanto meno, ostacolarlo. Quindi come vedi la mia domanda, cioè che la mia associazione e favorevole a tutti i partiti politici che esprimono reale solidarietà alla risoluzione dei problemi della caccia, non può avere quella tua risposta. Il senso di quella frase, di cui tu prontamente fai mostra a tuo uso e consumo, va al di là di una considerazione approssimativa e tassativa, ma va valutata in un contesto molto più ampio. No al partito dei cacciatori, potrebbe essere No ai cacciatori, e quindi No alla caccia. Pensi che un Presidente di una associazione cacciatori possa mai dire una cosa del genere??? Ecco per cui credo che la tua considerazione fatta su quella frase non sia in linea con la mia, ma non per questo ti chiamerò mai, sedicente arciere cacciatore, o dichiarerò in modo ambiguo e provocatorio il colore dei capelli della tua segretaria.Vedi Giovanni io ho sempre sostenuto che il continuo frammentarsi del mondo venatorio sia la causa principale di tutti i problemi della caccia, ed e proprio questo che noi dobbiamo evitare, se realmente ci sta a cuore la nostra passione; purtroppo ciò vuol dire rinunciare anche a soddisfazioni personali per vedere la realizzazione di un progetto che va al di là di situazioni locali. Tu parli di unione e coerenza, e poi sei tu per primo a chiedere di selezionare le persone a tuo piacimento, sottolineando di diffidare di coloro che possano infiltrarsi per poi demolire ecc e ecc e ecc …….Giovanni!!! I Cacciatori, (io tra questi), sono persone semplici che ridono quando il compagno padella, che dividono il panino con il cane, che dopo una deludente giornata di caccia sono pronti a ripartire senza indugio. Non preoccuparti Giovanni nessuno ha intenzione di intralciare la tua nuova carriera, ora anche politica, ma non riesco a capire perché hai dei pregiudizi su persone che non conosci.Come hai notato non ci vuole molto per cancellare le associazioni venatorie, io non ho menzionatoil nome di nessuna di esse, e per quanto mi riguarda penso che dovrebbe essere una regola in questo blog. Cosa ne pensa l’Avvocato ??? Multa di 100,00 euro e ritiro del porto d’armi per un anno, a chi scrive il nome della propria associazione venatoria.Cordiale saluti a tutti.Pasquale R. di Salerno

giovedì 22 maggio 2008

PRECISAZIONI DI GIOVANNI MAIO E PUNGENTE RISPOSTA A PASQUALE R. DELLA FEDERCACCIA

Cari amici,
mentre da una parte sono lieto (ed anche un po’ sorpreso) di registrare tanto calore attorno alla mia “boutade”, dall’altra sento la necessità di chiarire che le mie volevano rappresentare soltanto ed esclusivamente semplici “divagazioni di un arciere cacciatore”. Divagazioni dal contenuto un po’ provocatorio, forse, ma che non vanno intese come una vera e propria proposta… innovativa.
Ciò nonostante, considerato il dibattito che ne è scaturito - ringrazio tutti gli amici che hanno voluto esprimere la loro opinione - attraverso il blog o contattandomi personalmente - ritengo utile approfondire l’argomento in chiave più realistica o, comunque, più rispondente al mio personale convincimento.
In questo quadro è necessario accettare un imprescindibile postulato: il Partito dei Cacciatori e/o movimenti come Caccia e Ambiente sono nati sull’onda della delusione, della stanchezza e della conseguente “contestazione” che tanti cacciatori hanno voluto esprimere nei confronti delle più grandi AA.VV e dell’immobilismo che le ha caratterizzate. Ciò assume, per la maggior parte degli aderenti (almeno per coloro che mi contattano ogni giorno) un significato molto preciso ed indicativo di un percorso politico che non potrà accompagnarsi con troppa disinvoltura a quelle stesse Associazioni venatorie che, per riflesso e spirito di rivolta di alcuni illuminati soggetti, hanno determinato la nascita del nostro Partito. Diversamente, verrebbe a mancare la “controparte ideologica” che, di fatto, ha generato il Movimento politico che, faticosamente, stiamo cercando di costruire; e molti amici - che oggi ci sostengono con convinzione - potrebbero non condividere o non comprendere una strategia volta ad avvicinare il Partito alle solite e desunte AA.VV.
Del resto, soprattutto ora che il partito è una realtà affermata ed in continua crescita, non mancano certo i tentativi di “avvicinamento” espressi da numerosi dirigenti provinciali di AA.VV.; ma il tutto avviene ancora in modo molto sotterraneo (per usare un eufemismo) e senza l’assunzione definitiva di una posizione chiara e trasparente, mentre le indicazioni delle varie Dirigenze nazionali spesso lanciano messaggi che non lasciano spazio ad alcuna interpretazione di sorta.
Così, a Pasquale R., sedicente dirigente della Federcaccia di Salerno che, rivolgendosi ad un suo omonimo, chiede: " Dove e chi ti ha detto che la FIDC non è a favore dei partiti che possono perseguire la causa della caccia?" si potrebbe rispondere con le parole del suo presidente nazionale (Dr. Franco Timo) riportate il 31 luglio 2007 su “Il Cacciatore Italiano” - organo ufficiale della Federazione – intitolato “Pistoia, una giornata da ricordare”; nell’articolo, firmato da Rodolfo grassi, si legge testualmente: <... Poi un NO a chi vorrebbe un partito dei cacciatori perché ci vedrebbe inevitabilmente isolati. Franco Timo in un intervento particolarmente apprezzato, ha tenuto a riconfermare la necessità dell’unità dei cacciatori….>
(http://www.federcaccia.org/ilcacciatore_show.php?idn=60)
In poche parole, visti i precedenti cui le AA.VV. ci hanno abituato, mancano i più basilari elementi di chiarezza che, al momento, garantiscano al Movimento la possibilità di esprimere pienamente il nostro Progetto in assodata sintonia con tutte le Associazioni venatorie.
Pertanto, pur accogliendo le “offerte” di sostegno al Partito provenienti dai rappresentanti di questo mondo, che così spesso e con molta leggerezza contraddice se stesso, ritengo necessario fare molta attenzione a chi si avvicina al Partito, lasciando che ogni volta sia la Base (che ben conosce le varie realtà territoriali ed i personaggi che ne fanno parte) ad esprimersi ed a determinare quali siano i soggetti (Dirigenti di AA.VV.) e la Associazioni che possano essere effettivamente ritenute vicine al Partito e di quali, invece, bisogna diffidare.
Personalmente, come ben sapete, ho esplicitato la mia posizione fin dall’inizio e senza mezzi termini e… non mi sono accontentato di questo. Ho scelto con cura, infatti, l’Associazione venatoria alla quale aderire e dopo una lunga esperienza maturata nelle più grandi e conosciute federazioni, sono approdato nella “piccola” A.C.C. (Associazione Cacciatori Campani – confederata CONF.A.V.I. ). E’ una realtà associativa non grande, non veste in doppiopetto e non ha una Sede sociale perennemente tirata a lucido, né una bionda segretaria di bella presenza; ma ha un pregio che per me ha grande valore: i suoi componenti sono veri e propri “rivoltosi” (nel senso più colto del termine), di quelli che non chineranno mai il capo a “certi” poteri precostituiti e che non vivono dipendenze da alcuno. Non per niente hanno aderito al Partito fin dal primo istante della sua nascita e con uno slancio che nessun’altra Associazione venatoria ha saputo emulare. Sono profondamente convinto che queste piccole formazioni territoriali andrebbero rinforzate e sostenute (per quanto possibile) da tutti noi, perché questo permetterebbe ad ogni aderente al Partito di eliminare ogni possibile conflitto interiore.
Ciò nonostante, ora la cosa più importante è lavorare tutti insieme per aspirare al massimo consenso, configurando un grande Movimento di opinione che sia sempre ben collegato alla sua Base; quella base formata non soltanto dagli uomini del bosco, ma anche da tutti quei soggetti capaci di vivere la Natura da veri protagonisti e non soltanto come interessati “guardoni”.
Un cordiale saluto a tutti voi,
Giovanni Maio.

IL PRESIDENTE GIACOMO GONDONI SULLA PROPOSTA MAIO

Ho letto con attenzione le valutazioni dell'Arciere Cacciatore. Ritengo queste sue esternazioni leali e corrispondenti alla realtà. E' mio dovere ringraziarlo, perché ci ha dato l'occasione di aprire un dibattito interno che, se svolto seriamente, ci può aiutare nel determinare strategie operative da tenersi nel prossimo futuro, senza dimenticare che il nostro ruolo deve essere, sempre, esclusivamente politico. Un ruolo politico che vuole essere -e deve essere- il cambiamento positivo della gestione del territorio e dell'attività venatoria. Per ottenere questo si deve dimostrare che la politica preconcetta (nei confronti della caccia) e del no (nei confronti della modernizzazione e della gente) messa in essere finora, ha determinato disastri e non soluzioni.
I politici e/o amministratori non hanno voluto tenere in considerazione che l'essere umano, storicizzando il territorio naturale e costruito, si colloca da sempre al centro dell’universo, così come le sue tradizioni; questi pensavano di proteggere l’Ambiente e la Fauna relegando l’umano al ruolo di comparsa, sbagliando i conti con la Natura, quella vera. Un altro errore lo hanno commesso quando hanno imposto di proteggere. Proteggere significa difendere qualcosa o qualcuno senza intervenire in alcun modo dall’esterno, mentre conservare ha un significato assai diverso, poiché prevede di intervenire proprio laddove ciò sia necessario. Il nostro obiettivo è di conservazione della Natura, della Fauna e del territorio, nel rispetto delle esigenze dell’essere umano. Proprio per questo riteniamo che la metodologia applicata nella gestione dei Parchi e delle Oasi di Protezione, in nome di un’irresponsabile massima, quella del tutto vietato e sempre, sia un'altra scelta errata. Infatti, i fallimentari risultati che hanno espresso questi territori, con esiti quasi indecorosi, sia per l’Ambiente, sia per la Fauna nel suo complesso, lo confermano. Come affermato sopra, siamo per il cambiamento positivo, pertanto, riteniamo doveroso rivedere e modificare le leggi inerenti a queste gestioni. I risultati avuti dalle politiche del no e del vietato si sono dimostrati fallimentari, pertanto, riteniamo utile e necessario riorganizzare il territorio, costruirlo e gestirlo in maniera armoniosa ed equilibrata, nel rispetto delle diversità, delle identità e delle esigenze di ciascun cittadino, in città come in campagna, per garantire a tutti una migliore qualità della vita. Questo è possibile se non si esclude nessuno e non si hanno preconcetti nei confronti della caccia; cosa che non hanno fatto i politici e gli amministratori pubblici negli ultimi vent'anni.
Bene ha fatto l'Arciere Cacciatore ad incentivare il dibattito, perché questo voleva e questo, facendo scoccare la sua freccia, ha ottenuto. Per evitare incomprensioni o malintesi, visto che lo conosciamo bene, dobbiamo precisare che è sempre stato a conoscenza, condividendolo e sostenendolo, del nostro progetto. Nel progetto c'era e c'è quello che andiamo a confermare e a precisare: “Caccia Ambiente non ha mai pensato di aprire contenziosi o polemiche con le associazioni venatorie, anzi, nei confronti di queste ha sempre dimostrato rispetto e riconoscimento per l'importante lavoro e ruolo che svolgono. Caccia Ambiente non ha intenzione di fare associazioni di categoria, perché il suo ruolo è, e rimane, di Partito politico.”
E' anche vero che alcune associazioni venatorie non si sono comportate con altrettanto rispetto nei nostri confronti, ma questa è una questione di stile che gli riconosciamo quale diritto.
Ora dobbiamo lavorare in modo capillare per farci conoscere dalla gente e ricevere il massimo consenso dalla base e, possibilmente, dalla base di tutte le realtà sociali interessate: cacciatori, pescatori, agricoltori, ambientalisti, quelle che praticano attività sportive o culturali all'aria aperta, quelle che usufruiscono dei prodotti del sottobosco e le attività così dette dell'indotto.
L'importante è quello di guadagnarci la fiducia, il consenso e l'adesione dei cittadini, poi, automaticamente, avremo un rapporto diverso anche con le associazioni di categoria.
Non dimenticate mai che noi siamo “nati” per volontà della base e non di associazioni di categoria.
Un cordiale saluto a tutti: favorevoli e contrari.

Giacomo Gondoni

mercoledì 21 maggio 2008

CONTINUA IL DIBATTITO SULLA PROPOSTA DI MAIO: ANTONINO URPI RISPONDE A PASQUALE R.

Carisimo Pasquale R.
sono Antonino Urpi e se ho capito bene chi sei, allora dovresti ricordarti di me.eri presente per caso al trofeo delle regioni tenutosi quest'anno a Rocca San Casciano? se "Si" ti rammento che sono lo stesso Antonino da Catania che ha padellato il fagiano nel tuo stesso campo di gara. che vergogna, ma capita. se adesso non ho padellato ti mando un abbraccio.se sto sbagliando persona, scusami ma ugualmente intendo rivolgere un commento a quanto da te scritto sul nostro blog.ciò che diceva l'altro Pasquale, purtroppo, non è totalmente privo di fondamento. ho avuto io stesso modo di confrontarmi con qualche tuo collega della federcaccia e posso dire che molti di loro mi fanno pensare che non siamo tanto ben visti.naturalmente non tutti la pensano alla stessa maniera e le opinioni di ognuno vanno rispettate.ciò che mi chiedo è però come si faccia a crearsi una opinione su una qualunque cosa senza prima averla conosciuta.da alcuni mi sono sentito rispondere: "non conosco il vostro partito, non ne ho mai sentito parlare, ma non sono d'accordo perchè è la solita nascita di un partito che poi non fa nulla come già accaduto in passato". un setter inglese avrebbe potuto dare una risposta più inteligente. ma come detto sopra non tutti la pensano alla stessa maniera e in tanti della federcaccia, e credimi anche qualche vostro dirigente, si sono iscritti al partito. segno che qualcosa si muove e in positivo.dalle poche righe da te scritte ho potuto notare che sei una persona aperta al confronto e pertanto culturalmente e intellettualmente apprezzabile; noi siamo qui pronti al confronto e se proprio da te potesse arrivare lo spunto ne sarei contento.intanto sappi che, e questo lo dico a difesa dell'altro Pasquale che non conosco ma saluto, non credo che chi scrive sul blog non spendento la propria identità lo faccia per leggerezza o tanto meno per nascondersi; spesso nel territorio di competenza di alcuni vostri dirigenti così come di altre associazioni vi sono delle realtà che non permettono nell'immediato la possibilità di schierarsi politicamente anche se a favore della caccia. in alcuni luoghi, con determinati equilibri interni, è necessario un pò di tempo prima di uscire allo scoperto magari perchè si e fatta una giusta considerazione tra i danni che possano arrivare da uno schierarsi oggi e i vantaggi di farlo magari tra un mese. a ognuno il suo tempo.in ogni caso ti rinnovo i miei saluti e nella speranza di rincontrarti presto( se sei tu chi penso io) ti invito a scrivere nuovamente sul blog o a contattarmi attraverso il mio indirizzo che sul nostro sito trovi tra i delegati regionali.a presto, Antonino

GINO MELFI RISPONDE A PASQUALE R.DELLA FEDERCACCIA

Caro Pasquale R.
dirigente della federcaccia di Salerno, potevi a mio avviso fare a meno di dire , per scrivere qualcosa sul blog , di essere stato sollecitato da curiosità in quanto contattato da tanti cacciatori i quali avrebbero creduto che l'anonimo Pasquale federcacciatore firmatario del messaggio al quale hai risposto , fossi tu. Non credo infatti che tu sia l'unico "dirigente" della gloriosa federazione Italiana della Caccia a chiamarti Pasquale per cui , a questo punto , perchè avrebbero dovuto chiamare te e non gli altri sicuramente innumerevoli Pasquale dirigenti federcaccia come te di una qualunque Provincia d'Italia .
Al di là della mia , consentimi , scherzosa introduzione volevo invece entrare nel merito della discussione e devo dire che mi trovi pure d'accordo con te quando dici che per risolvere i problemi della caccia bisogna agire e molte volte esporsi con coraggio soprattutto in prima persona , pensa che io questo lo faccio continuamente pagandone spesso anche le conseguenze , perchè come te voglio bene alla caccia.Tuttavia devo aggiungere che se oggi , come tu hai affermato , noi al rientro da una battuta di caccia ci vergogniamo di farci riconoscere quali siamo , cercando addirittura di nascondere il fodero con il fucile al suo interno , ebbene allora devo cominciare a pensare che qualcosa almeno per il passato , non ha funzionato come doveva. Perchè vedi , caro Pasquale , il nostro male e la nostra malattia è partita da molto lontano esattamente da quando gli anticaccia , travestiti da ambientalisti , hanno cominciato a martellare l'opinione pubblica giornalmente e con tutti i mezzi facendoci perdere la nostra identità e nel contempo costruendo due generazioni di anticaccia rinforzando le loro file . Primo appunto che io muovo all'associazionismo venatorio è proprio quello di aver assistito inerme alla nostra disfatta , eppure essi avevano i mezzi per contrastare questo fenomeno , mezzi economici ed intellettivi per arginare una moda pseudoambientalista che ci ha condotto nello stato penoso in cui versiamo. Tu mi parli di unità del mondo associazionistico venatorio , ma la defunta U.N.A.V.I. non era l'unione nazionale delle associazioni venatorie Italiane? e perchè non ha funzionato? eppure la soluzione allora era a portata di mano , bastava creare una tessera associativa U.N.A.V.I. per tutti i cacciatori Italiani , questo evidentamente avrebbe cozzato parecchio contro interessi personali , evidentemente il grande teatrino della caccia non poteva e non voleva essre diretto da un unico grande burattinaio. allora caro amico non puoi non condividere con me l'idea che l'associazione che tu rappresenti , siccome maggioritaria , debba pure assumersi le maggiori colpe dello stato di mortificante agonia di questo nostro bellissimo mondo. Tuttavia siccome ritengo che una critica più che distruttiva debba essere costruttiva e allora ben venga l'idea di una nuova unità delle AA.VV. purchè il concetto di unità per gli altri sia il mio stesso concetto di unità , una unità che ponga tutti sillo stesso piano e dove le menti più eccelse di ognuno insieme alle altre possa costituire il valido mezzo per riqualificare la figura del cacciatore agli occhi della società.
Auguri al Presidente Angelo Dente per l'ottimo lavoro che sta svolgendo nel pur difficile progetto del Partito Politico dei Cacciatori del quale abbiamo sposato dal primo momento contenuti ed ideologie.
Sempre pronto ad un confronto con chi ama la mia stessa passione , io al contrario di te che ti sei firmato con il nome ma con solo l'iniziale del cognome augurando un in bocca al lupo a tutti mi firmo con nome cognome e indirizzo.


Gino Melfi

Presidente Associazione Cacciatori Campani Salerno
Coordinatore Conf.a.v.i.

PASQUALE R. della FEDERCACCIA SALERNO RISPONDE AL SUO OMONIMO

Caro Pasquale anonimo dirigente della Federcaccia, sono Pasquale R. dirigente della FIDC di Salerno, molti amici Cacciatori mi hanno telefonato attribuendo a me, le tu considerazioni fatte su questo sito. Chiaramente la cosa mi ha incuriosito, ma purtroppo devo prendere atto che molti dirigenti non hanno ancora compreso che per risolvere i problemi della Caccia si deve agire, esporsi, confrontarsi e mettersi continuamente in gioco, soprattutto di prima persona.Nascondere il fodero con il fucile quando si rientra a casa dopo una giornata di caccia, per non farsi giudicare dai condomini del palazzo, significa rinnegare tutto ciò che si è fatto poche ore prima, e che presumibilmente ha ragione il nostro vicino di casa quando dice che la Caccia non ha più senso di esistere.Io credo, invece, che la Caccia oggi viva un momento molto difficile, e solo l’unione del mondo venatorio può riuscire a generare quei cambiamenti positivi, indispensabili, sia nelle regole sia nell’ opinione pubblica, affinché l’attività venatoria possa continuare a vivere non a sopravvivere.Caro omonimo ed anonimo Pasquale, io sono certamente il dirigente FIDC meno importante, ma ti assicuro che quando qualcosa non quadra, ho qualcuno, che ha il dovere di tutelare la Caccia ed i Cacciatori, non svolge il suo compito, questo piccolo dirigente FIDC, non ha certo remore ad esprimere il proprio giudizio, anche quando ciò significa mettere in discussione persone e fatti,essere Cacciatore significa soprattutto essere libero, vivere in libertà le nostre giornate di Caccia.Non me ne volere, caro Pasquale, ma come dirigente FIDC dovresti essere più convinto di far parte di una delle Associazione che tutela i Cacciatori e la Caccia, e non nasconderti dietro l’anonimato per timore di ripercussioni.Se le tue idee sono a favore della Caccia, puoi essere sicuro che nessun serio dirigente FIDC tidirà il contrario. La cosa più importante, quella per cui ti ho scritto (diamoci del tu ormai siamo amici), è di chiedertiQuando, Dove, e Chi ti ha detto che la FIDC non è a favore dei partiti politici che possano perseguire la causa della Caccia ???Non pensi che proseguire ad argomentare in questi termini continui a disgregare il mondo venatorio???Un Saluto a te (spero di incontrarti a Caccia) , e un doveroso in Bocca al Lupo al Coraggioso Avv. Dente che spero al più presto unisca tutti i Cacciatori Italiani.
Pasquale R. di Salerno
11.36.00

martedì 20 maggio 2008

PARERE DI MAURIZIO STRANO

Salve,
sono di nuovo io, Maurizio Strano, non ho scritto da molto tempo, ma ho continuato a seguire attentamente il Blog leggendo tutti i vari commenti, le proposte ecc. Riguardo la proposta avanzata dal sig. G. Maio, cioè' quella di creare una tessera associativa del Partito, anche se innovativa, credo non sia una buona idea, in quanto come già scritto dal sig. Franco, contribuirebbe, a mio parere. a creare ancor piu' malumore e allontamenento dal Partito stesso. Infatti credo che si debba lottare ed insistere per far si che tutti i cacciatori , qualunque sia la provenienza associativa, appoggino e sostengano il Partito. Penso che non si debba incominciare questo nuovo cammino iniziando con lotte contro le varie Associazioni, creando così dissapori e ostitlità da parte delle stesse, verso il partito, ma si debba invece cercare di coinvolgere tutte le Associazioni affinchè vedano nel Partito un organo forte che possa rappresentare i cacciatori e le Asssociazioni stesse nei Comuni, Provincie, Regioni ecc. Cordiali saluti a tutti
Maurizio

ANCORA DIBATTITO SULLA PROPOSTA DI G.MAIO - OPINIONE DI A.URPI

Sono Antonino Urpi e mi preme fare un commento sulla proposta di Maio e un appunto al direttivo di Cacciambiente.
Intanto, caro Giovanni, ti ringrazio poichè lo spirito con cui hai portato avanti la proposta e l'approccio dato al nostro movimento sono sicuramente lodevoli e ci aiutano a confrontarci e quindi a crescere.
Devo tuttavia pronunziarmi decisamente contrario alla proposta di un'associazione parallela al partito e qui di seguito spiego perchè.
Innanzi tutto non è assolutamente vero che siamo pregiudizialmente avversi a tutte le AA VV, ne miriamo a contrastarle ad occhi chiusi; i nostri avversari sono ben altri e li conosciamo bene.
Certamente siamo critici verso le Associazioni Venatorie, imputiamo alle stesse un'azione rinunciataria e spesso compromissoria; ma di tutta l'erba non si fa un solo fascio.
Esistono piccole AA VV che sono nate proprio dal disgusto causato dalle grandi associazioni e hanno scelto di fondare una nuova realtà associativa, a volte di pochissimi membri, perchè non si trovava altra alternativa. Molti cacciatori hanno scelto poi di tenersi fuori da ogni associazione e di assicurarsi dove magari già assicuravano la propria auto.
Tutte queste realtà dettate dal comune malcontento della categoria e dalle critiche alla disgregazione associativa del settore non credo che possano vedere di buon occhio la nascita dell'ennesima associazione.
Capisco i vantaggi che se ne potrebbero avere ma gli svantaggi e i problemi che ne nascerebbero li superano di gran lunga.
Quante volte noi delegati durante le riunioni di questi mesi ci siamo spesi affinche fosse chiaro che stavamo proponendo un partito e non una associazione?; e quante volte ci è stata fatta la domanda "Ma anche voi fate le tessere assicurative?", al nostro deciso "No" un respiro di sollievo ed un sorriso erano il preludio ad un più attento approccio a ciò che si proponeva.

Altro punto riguarda i nostri attuali iscritti; praticamente tutti appartengono alle svariate associazioni venatorie, molti di essi rivestono all'interno delle stesse dei ruoli direttivi (non sono tutti uguali, esiste anche gente responsabile che tiene davvero alla difesa della caccia); oggi io non mi sento di mettere in imbarazzo questi amici ponendoli di fronte una scelta. Qualcuno magari sarebbe d'accordo ma altri si chiederebbero perchè dover lasciare un'associazione e poi entrare in una nuova quando l'adesione data al partito aveva tra i presupposti il contrasto alla disgrgazione associativa?
Se poi si guarda all'effettiva fattibilità del progetto gli ostacoli diventano tanti.
Assodato che una commistione tra il movimento politico e quello associativo non è auspicabile poichè inusuale nel mondo istituzionale e preludio di enorme confusione, si dovrebbe creare una nuova rete di delegati che nel territorio avallino e propongano il progetto. Abbiamo i numeri per far questo? e se Si, allora non sarebbe meglio utilizzare tali risorse per far crescere ancora e meglio Cacciambiente?
Mi chiedo poi che conseguenze avrebbe il tutto nel mondo delle AA VV. Non dobbiamo dimenticare che alcune associazioni piccole e grandi hanno aderito al nostro progetto presupponendo, a volte anche tacitamente, che non avevano alcuna intenzione di perdere la loro natura associativa; cosa facciamo, cambiamo le carte in tavola e chi ci segue bene senò....? Non si va avanti così! Per lo meno non è nelle mie abitudini.
Valutando poi l'impatto con le grandi AA VV credo poi che sarebbe deleterio, e non per loro.
Sono meglio organizzate poichè esistono da più tempo e per tale motivo godono di una rete informativa più capillare della nostra. Non mi pare auspicabile che faziosamente inizino a propinare tra i cacciatori l'idea che siamo solo un'altra associazione.

Ho molta fiducia nelle nostre forze e nel lavoro del Presidente e dei miei colleghi delegati ma credo che il nostro carretto Cacciambiente deve fare ancora tanta strada per poter cominciare a parlare di colossi e grandi realtà, per questo motivo ritengo opportuno contrastare l'inefficienza delle Asociazioni Venatorie sul piano programmatico e dei fatti, portando avanti proposte e concretizzandole in maniera tale che tutti possano realmente fare un confronto tra noi e i soliti noti.
Caro Giovanni questa tua proposta oggi verrebbe vista come una emulazione del percorso fatto anni fa dal CPA che nasce come partito e poi diventa associazione. Conosco alcuni dirigenti del CPA e ci vedono di buon occhio, fecero quel passo e pur non condividendolo lo rispettiamo, non penso che sia proficuo porci in contrasto con essi e con chi ci è amico proponendo nuove tessere che faranno diminuire le loro. So bene che la tua idea non è questa ma a qualcuno già viene il sospetto.
Per quanto sopra esposto concludo quindi salutandoti con un mio cordiale ma deciso "No" alla tua proposta.
Mi preme infine fare una precisazione agli organi direttivi del partito:
Il mio No è personale e lascia il tempo che trova poichè la sede del dilettevole confronto nel quale viene esplicato e le modalità dello stesso non ne ufficializzano sicuramente la natura e quindi tengo a precisaree che non si tratta dell'opinione della delegazione siciliana i cui componenti non sono ancora stati sentiti in merito. Pur tuttavia non si tratta di una pronunzia priva di avalli; è difatti vero che la proposta di Maio ha creato opinione ma anche qualche malumore che poteva essere evitato. E' sicuramente giusto che venga data a tutti la possibilità di presentare le proposte ed iniziative ma non sempre il blog diventa lo spazio più adatto. Voglio dire che magari a valutare la proposta di Maio doveva essere tutto il direttivo del Partito riunito anche in seduta straordinaria, ma non il blog; poi magari successivamente proprio sul blog si poteva dar atto di quanto proposto e poi deciso in merito, con chiarezza delle posizioni assunte da Cacciambiente. "
Dobbiamo cominciare a comportarci come un Partito." Scusate l'irriverenza.
Questa mia critica non è rivolta a nessun soggetto in particolare ma a tutti e a me compreso che in contraddizione con quanto sopra esposto ho portato questa critica sul blog e non alla segreteria nazionale. L'ho fatto di proposito nel tentativo di far comprendere quanto debole puo essere ogni apporto se non esplicato nelle dovute sedi.

Ancora un affettuoso saluto a Giovanni Maio e a tutti gli amici di Cacciambiente.

lunedì 19 maggio 2008

IL COMMENTO DI FRANCO ALLA PROPOSTA DI G.MAIO

Ho letto attentamente il messaggio di Giovanni Maio, e pur apprezzando il suo pensiero per molti versi innovativo, debbo dire di non essere d'accordo con lui.La creazione di una nuova AAVV che si affianchi al partito avrebbe si quei vantaggi che lui stesso ha chiaramente indicato, ma avrebbe anche molti svantaggi. Cito i principali:-metterebbe tutte le attuali AAVV contro la nuova (che all'inizio non potrebbe essere un colosso), e quindi contro il partito.-i cacciatori sono legati alla loro Associazione più di quello che si pensi e non credo quindi che tanti l'abbandonerebbero così facilmente.-creando una nuova Associazione ci metteremo sul piano delle Associazioni, che oggi rappresentano la parte peggiore del mondo venatorio, e sopratutto sono la causa della maggioranza dei nostri mali.Senza dilungarmi oltre ritengo che il partito debba essere al di sopra delle beghe delle AAVV, e debba avere come scopo quello di portare i rappresentanti dei cacciatori la dove vengono prese le decisioni che ci riguardano, cioè parlamento, regioni, provincie, ATC, ecc.
In fede
Franco

RISPOSTA DI Benelli A PASQUALE


benelli ha detto...
io ho portato avanti il tesseramento(nel mio piccolo) per quando riguarda caccia-ambiente mi sono impegnato moltissimo e posso assicurare che non sono stato l'unico,comunque do pienamente ragione a pasquale, mi sono "scontrato"piu volte con diversi dirigenti di aa.vv soprattuto con federcaccia ed enalcaccia,mentre ho trovato propensi la libera caccia ed anuu.dell'arcianticaccia no parlo,comunque tutte quante hanno una sola paura,QUELLA DI PERDERE I LORO GUADAGNI!!!e sinceramente questa cosa mi ha disgustato al tal punto che la passata stagione ho fatto un'assicurazione privata!!!un saluto a tutti
11.09.00

FEDERCACCIA E AMARO SFOGO DI PASQUALE

Gentile Presidente,
trovo interessante la proposta di G.Maio, ma noto che i commenti(positivi)che essa dovrebbe suscitare, non sono numericamente tanti.Evidentemente i poteri forti non vogliono che la nostra idea si sviluppi, che il partito sia veramente una forza, che l'unità ci faccia compagnia nella nostra battaglia.
Ritengo invece che Ella, unitamente al dott.Gondoni, debba continuare ad insistere su quella che, a mio avviso, appare l'unica strada per poter sperare che i nostri figli continuino ad esercitare questa nobile arte.
La prego di non abbattersi per quelle che, inevitabilmente, saranno le avversità del suo/ vostro cammino, anzi aiutate tutti noi cacciatori a credere che finalmente qualcuno si è mosso, qualcuno che effettivamente vuole il bene della caccia.
Io le posso solo dire che la voce del partito comincia a circolare così come circola il suo perbenismo e quello di Gondoni e, dunque, la invito a continuare su questa strada.
Scusi se mi firmo soltanto con il nome, ma sono un dirigente della Federcaccia e le assicuro che essa non vede il partito di buon occhio, sicura che un'eventuale ascesa del movimento possa frenare tutte le associazioni.
Purtroppo questa è la realtà, ma le ripeto:andate avanti e non fermatevi.
Pasquale

domenica 18 maggio 2008

ANTONIO RUSSO DALLA PROVINCIA DI POTENZA SULL'IDEA DI GIOVANNI MAIO

Egregi signori,
la rivoluzionaria proposta avanzata attraverso il blog da Giovanni Maio è già motivo di notevole attenzione fra i cacciatori. Stamane, nel bar del comune che abito (Baraggiano in provincia di Potenza) qualcuno parlava della proposta appena letta sul blog del partito e, incuriosito, ho voluto leggere anch'io.Sono rimasto molto colpito dalla chiarezza e dalla naturalezza con la quale il Maio lancia questa strabiliante iniziativa che a giudicare dai commenti e dall'entusiasmo registrato fra i cacciatori del bar è stata accolta con molto gradimento.Ho già interpellato via telefono alcuni amici per metterli al corrente dell'iniziativa del partito ed anche loro hanno mostrato particolare apprezzamento.Per ora faccio i miei complimenti al partito e a G. Maio per l'ottima intuizione certamente destinata a sollevare molto interesse nei cacciatori che ancora stanno a guardare.
Antonio Russo

sabato 17 maggio 2008

OPINIONE DI FRANCO SIMONETTI

Cari amici Sono lieto di aver letto quella notizia che aleggiava nell'aria da tempo ma che il 14/05/2008 si è concretizzata in realtà.La fusione tra i due movimenti politici è ormai fatto concreto e ci pone, nel quadro politico nazionale, come legittimi rappresentanti di categorie che in noi hanno creduto e che ci hanno sostenuto fin dai primi passi che questo movimento ha posto in essere.Nostro compito è quello di rappresentare le legittime aspirazioni di cacciatori, pescatori, agricoltori, apicoltori, boscaioli, cercatori di funghi. Di quanti vivono l'indotto della caccia e della pesca quali: albergatori, armaioli, artigiani,proprietari e gestori di aziende faunistiche, agriturismi ecc.. La fusione, però, non deve essere vista come un punto di arrivo ma di partenza, deve essere vista come un pungolo che ci dia sempre nuovi stimoli e nuove energie per fare sempre di più e sempre meglio.In quest'ottica ritengo interessante la proposta di GIOVANNI MAIO intesa a creare un binario parallelo a quello politico creando anche una forza associativa venatoria nella quale i nostri iscritti si possono riconoscere e alla quale si possono rivolgere in caso di necessità.Del resto come si evince dalla nostra storia, se pur recente, ci sono già nel nostro seno diverse Associazioni venatorie territoriali (che hanno creduto in noi fin dalla prima ora), composte da uomini che stanchi dello strapotere e del lassismo delle AA.VV. tradizionali hanno preferito auto gestirsi. In attesa di vostre riflessioni vi saluto cordialmente.
Delegato Regione Campania
SIMONETTI Francesco Rosario

OPINIONE DI VALERIO

Ho letto con estremo interesse le parole del sig. Giovanni Maio e devo dire che la sua mi sembra un'analisi molto lucida e corretta delle realtà del pianeta caccia.Io scrivo dalla Calabria,seguo spesso e con interesse il vostro blog e se non ho ancora aderito formalmente al partito è solo perchè al momento sono ancora iscritto ad una ass. venatoria e trovo particolarmente conflittuale far parte contemporaneamente dell'una e dell'altra organizzazione, visto che l'una si pone in contrasto con l'altra.Ben altra cosa sarebbe se esistesse effettivamente un'alternativa che mi permettesse di aderire al partito ed ottenere nello stesso tempo la serie di servizi generalmente offerti da una ass. venatoria, senza dovermi necessariamente sentire in colpa per aver fatto scelte in antitesi fra di loro.Secondo me l'idea di G. Maio è addirittura geniale e poi, parliamoci chiaro, solo così possiao sperare di togliere ossiggeno alle associazioni riconosciute che fino ad oggi hanno contribuito a devastare il mondo della caccia.Rilevo dal blog che esiste già un nutrito elenco di rappresentanti regionali e magari esistono già anche quelli provinciali e comunali - Credo che insieme ai rappresentanti provenienti da Cacciambiente potrebbero già rappresentare un cospicuo numero, se ognuno di loro avesse veramente il coraggio di cui parla Maio e decidesse di dare fiato e rappresentanza a questa nuova grande idea.Se decidete di formare l'ass.venatoria del partito fatemi sapere. Io sarò il primo ad iscrivermi.Valerio Di Blasio

venerdì 16 maggio 2008

INTERESSANTI E INNOVATIVE PROPOSTE DI GIOVANNI MAIO

Valutazioni di un Arciere-Cacciatore

Cari amici,
il messaggio di grande “unità” ideologica e d’intenti che deriva dalle perfette scelte operative di Giacomo Gondoni (Presidente di Caccia e Ambiente) e di Angelo Dente (Presidente del Partito dei Cacciatori) rappresenta una vera e propria novità nel mondo della Caccia, da sempre caratterizzato (leggi: costretto) da grandi divisioni e frazionamenti indotti dalle principali Associazioni venatorie, a danno dell’intera categoria.
E’ evidente, dunque, che aldilà di sporadici proclami e continue e sterili polemiche, nessuna delle su citate associazioni è stata veramente capace di creare un unico contesto programmatico capace di operare, senza condizionamento alcuno, in difesa del cacciatore, del pescatore, dell’agricoltore e di tutti quei soggetti “naturalmente” impegnati nella gestione del Territorio e dell’Ambiente.
Il “nostro” movimento politico, diversamente, ha già dimostrato con i fatti la sua intrinseca capacità di superare le “restrizioni mentali” derivanti dalla solita corsa alla poltrona, per rendere veramente omogeneo, aggregante e possibile un percorso politico costituito da nuove idee, stimoli e “forze” destinate a cambiare il nostro mondo.
E così oggi è finalmente giunta l’ora di cambiare!!
Eppure, anche se in molti forse storceranno il muso a leggere il prosieguo delle mie divagazioni, ritengo necessario effettuare alcune valutazioni circa le futuribili potenzialità – quelle reali - che tutti insieme potremmo esprimere solo superando certi blocchi limitativi delle nostre azioni e trovando il coraggio di produrre un “divenire” che permetta al Partito di essere protagonista, A TUTTI I LIVELLI, della dimensione venatoria nazionale.
Ecco quello che penso:
il Partito e le Associazioni venatorie, inevitabilmente, si esprimono seguendo un percorso che si dipana su binari paralleli, ma con competenze “diverse”, che trovano attuazione in diversi ambiti istituzionali; così, mentre le AA.VV. occupano ufficialmente i Comitati tecnici degli ATC, le Commissioni d’esame per il rilascio delle licenze, i Gruppi di lavoro organizzati dalle Amministrazioni provinciali, ecc. - traendo da tutto questo un notevole potere –, il Partito si pone obiettivi statutari che prevedono il suo impatto e la sua presenza in ben altre stanze, determinando però un vero e proprio limite alle sue possibilità di azione, fino a quando non avrà la capacità di sostituirsi letteralmente alle formazioni venatorie che sono parte integrante dei settori tecnici di molte istituzioni.
In questo quadro, bisogna altresì considerare che anche se riuscissimo ad inserire “ufficialmente” i nostri sostenitori in questi importanti contesti (comitati e commissioni varie), in realtà non potremmo aspettarci nessun realistico risultato (collegato alla nostra Mission) fino a quando questi stessi “sostenitori” (del Partito) saranno contestualmente sostenitori ANCHE delle Associazioni venatorie che fin dal primo momento abbiamo intercettato come nostri principali avversari.
E, dunque, come risolvere il problema?
Io dico che è giunta l’ora di avere il coraggio delle proprie azioni!
Il mondo della Caccia, in realtà, non può fare a meno delle Associazioni venatorie, ma ha bisogno di forme di associazionismo rinnovate, che sappiano evitare di nascondersi dietro quella famosa formuletta statutaria (…associazione apolitica, apartitica) che rappresenta la prima grande bugia offerta ai cacciatori tutti.
Queste associazioni vanno combattute sul loro stesso terreno, con il coraggio, la determinazione e l’impegno di quanti, fino ad oggi, si sono schierati in prima linea contro le grandi organizzazioni che hanno danneggiato gravemente la nostra categoria.
Queste associazioni vanno combattute sul piano dei numeri delle adesioni ed il primo passo da fare, per dimostrare concretamente la nostra forza, consiste nel rinunziare alla propria tessera per scegliere di operare e supportare il Partito.
E allora propongo a tutti voi: cosa ci impedisce di dare vita ad una nuova, grande formazione associativa che nasca con il dichiarato intento di supportare il neo-costituito Partito dei Cacciatori e che, addirittura ne sia parte integrante?
Cosa ci impedisce di costituire la NOSTRA Associazione, che s impegni ad affiancare il Partito ed a sorreggerlo anche economicamente, oltre che con tutta quella serie di rappresentanze e servizi che altrimenti non sarebbero fruibili?
Cosa succederebbe se all’improvviso le esistenti AA.VV. si trovassero di fronte un potenziale “colosso” veramente capace di influire sulla rideterminazione dei poteri, degli equilibri e delle forze attualmente in campo?
Nel nostro mondo la rivoluzione è già cominciata e noi, tutti noi, oggi possiamo essere considerati i “carbonari” che cambieranno le cose, pronti a stravolgere, se necessario, ogni equilibrio.
Tanto detto, propongo a tutti Voi di valutare l’ipotesi di costituire tutti insieme l’Apparato associativo del Partito, che permetta ad ogni aderente di proiettarsi realmente in un mondo nuovo.
Naturalmente, vi invito ad intervenire su questo Blog per dire la vostra.
Le mie, in fondo, sono soltanto semplici divagazioni di un arciere-cacciatore che, per sperare in un futuro diverso, ha bisogno di alimentarsi del vostro coraggio.

Buona Vita!
Giovanni Maio


giovedì 15 maggio 2008

FUSIONE

La fusione è fatta.
Cari amici cacciatori sono stato delegato dal presidente Dente per darvi la notizia tanto attesa:siamo cresciuti , siamo più grandi e soprattutto siamo da oggi più uniti, il "Partito dei Cacciatori" e il Partito "Caccia Ambiente" sono adesso una unica realtà.Nella serata di ieri 14 Maggio 2008, è avvenuta la fusione tra i due movimenti col plauso e l'approvazione di tutti gli iscritti.Grande merito dell'evento deve essere dato all'Avv. Dente e al Dott. Gondoni che per senso di responsabilità e amore verso la categoria di cui facciamo parte hanno saputo sfruttare gli intenti comuni per condurre assieme un'unica battaglia in difesa della caccia.Agli stessi va un sentito grazie per aver saputo mettere da parte aspirazioni di poltrone ed incarichi che sono sempre di ostacolo quando due entità si fondono e ancora grazie per l'esempio dato a tutti coloro che parlano di unità ma poi nei fatti si dividono sempre più.Oggi è chiaro a tutti che il problema più grande del mondo venatorio è la miriade di associazioni venatorie presenti sul territorio nazionale; si chiede loro di unire le forze ma nessuno di questi è disposto a rinunziare alla poltrona e così tentano (ma non vi riescono) di risolvere il problema caccia tirando l'acqua al proprio mulino e criticandosi tra loro, facendo battaglia e disgregandosi sempre più, e così fanno il gioco di coloro che sono contro la caccia.A questi baroni della difesa venatoria oggi mi sento di dire: "prendete esempio da noi".Per quanto riguarda la fusione vi anticipo che il niovo soggetto politico cambierà nel nome e nel simbolo; si chiamerà "Partito Politico Caccia Ambiente" ma sarà più semplicemente definbile "Caccia Ambiente" riprendendo quindi il nome del partito del Dott.Gondoni. Anche il simbolo cambia e si avvicinerà parecchio a quello del Dott.Gondoni, scompare la bandiera, entra l'epigrafe "partito politico" e in basso, salvo modifiche dell'ultim'ora, sara presente la dicitura "natura, pesca, tradizioni".
Sarà rivisto il programma dove saranno introdotti punti in considerazione della micologia , la pesca, le armi, la cinofilia e le attività economiche collegate. L'impegno di "Caccia-Ambiente" ,abituiamoci a chiamarlo anzi a chiamarci così, sarà ampio e verterà su tutti i temi a noi cari ma anche su questioni istituzionali che la vita politica comune ogni giorno è chiamata ad affrontare, sono punti che verranno approfonditi alla prossima assemblea generale.Cambia lo statuto, è ovvio, e si delineano nuove cariche. Fatevi avanti! siamo nati nella più totale trasparenza e democrazia e così continuiamo a crescere; saranno premiati coloro i quali tanto si sono spesi in questi mesi per i due vecchi movimenti ma apporti nuovi saranno graditi, lo ripeto: fatevi avanti!Le opportunità che oggi si presentano sono tante e grazie alla maggior consistenza numerica di cui oggi godiamo possiamo fare tanto.Un passo alla volta. Per il momento invito tutti a fare il passa parola e spiegare cosa significa questa fusione, cominciate a far entrare nella testa degli amici che ci ascoltano il nuovo nome del partito: "Caccia Ambiente".Presto il presidente, che dovrebbe essere l'Avv. Dente (grazie ancora Dott. Gondoni), si attiverà affinchè a tutti i delegati possa arrivare materiale del nuovo partito, volantini, adesivi, programmi, manifesti e così via. Nell'attesa buon lavoro a tutti, è il momento di crescere e uscire allo scoperto, mettiamoci impegno e i risultati presto arriveranno.Concludo col salutare tutti i delegati nuovi e riconfermati, con l'augurio di poterci incontrare tutti al più presto.Un abbraccio.
Antonino Urpi.

martedì 13 maggio 2008

IL PRESIDENTE RISPONDE A GIOVANNI MAIO

Caro Giovanni,
grazie innanzitutto delle tue cortesi parole e delle attenzioni che hai voluto dedicare al partito e grazie anche agli amici del'ACC e dell'ANLC.Ti aggiungo che proprio ieri ho avuto un incontro con un autorevole esponente di una nota associazione che, sebbene non abbia ancora dato il suo assenso personale(ma lo farà pubblicamente di qui a poco), ha promesso quello dell'associazione da egli presieduta.
Quanto agli attacchi che iniziano ad arrivare, è parva materia:lo sapevano, lo abbiamo messo in cantiere e siamo pronti a fronteggiarli.
Conosciamo anche l'autore, i suoi trascorsi le sue intenzioni.Non possiamo fare altro, per il momento e in questa sede, che ammonirlo di fare molta attenzione a quel che dice perchè, come accennato, tra i suoi noti trascorsi, non vi è un lecito esercizio dell'attività venatoria nè come persona, nè come pubblico ufficiale.Dunque farebbe bene, fino a che la pazienza regge, ad astenersi.
Intanto come da te accenato domani sarò a Pescara per dare finalmente luogo al progetto di fusione con CACCIA AMBIENTE.
Dunque, tutti uniti amici cacciatori il nostro partito cresce anche contro la volontà di qualcuno.
Un caro saluto a tutti
Angelo Dente

GIOVANNI MAIO PRESIDENTE UNARC SI COMPLIMENTA

Caro Presidente,

innanzitutto mi preme congratularmi con Lei per essersi adoperato al fine di permettere l’attivazione di un percorso ideale destinato a concretizzarsi, a breve, con la definitiva fusione fra importanti movimenti politici e di pensiero come quelli rappresentati dal “nostro” Partito dei Cacciatori e dal movimento denominato Caccia e Ambiente, presieduto dal Dr. Giacomo Gondoni.
Sono certo che in tutto il frastagliato mondo venatorio italiano le menti più colte e sensibili ai veri problemi della categoria (quelli mai affrontati e risolti dalle Associazioni venatorie) non mancheranno di rilevare l’importanza di una siffatta unità d’intenti, destinata ad ampliare la forza politica del Partito e, per conseguenza, le aspettative e le speranze di tutti quei cacciatori che, a ben ragione, si sentono traditi da chi fino ad oggi, pur rappresentandoli, non ha saputo salvaguardarne gli interessi.
Voglia permettermi di dichiarare pubblicamente che è stato per me un onore affiancarLa in questo “percorso” e che sarò lieto di continuare a supportare l’ideologia e le attività espresse dal Partito in linea con la sua “Mission” e con il suo dettato statutario.
Naturalmente, so bene che scelte come questa espongono chi si schiera apertamente con il Partito dei Cacciatori alle ire ed alle ritorsioni delle più grandi Associazioni venatorie, che vedono nel nostro movimento politico una minaccia al proprio “potere” ed un nemico da combattere. Ciò è tanto più chiaro e manifesto se chi aderisce al Partito è anche un rappresentante di piccole fette di cacciatori che non si riconoscono nelle più grandi AA.VV.
Per questo voglio pubblicamente plaudire alla scelta ed al coraggio di persone come Gino Melfi (Presidente A.C.C.) e di Ferdinando Nocera (Presidente provinciale ANLC) che, insieme allo scrivente, hanno pubblicamente aderito, fin dal primo momento e con slancio e decisione, alla nuova formazione politica da Lei presieduta.
Oggi, in provincia di Salerno, è in atto il primo grande attacco al Partito, posto in essere da un noto personaggio (rappresentante di AA.VV.) che, per colpire l’intero movimento, ha attuato un vero e proprio disegno criminoso (attraverso l’attivazione di una bieca campagna diffamatoria) finalizzato a screditare ed infangare i dirigenti delle organizzazioni venatorie che si sono apertamente schierate al Suo fianco.
Il tentativo, in realtà, è quello di colpire il Partito e chi lo sostiene. E’ allora il caso di gridare a gran voce che “certi” personaggi non ci fanno alcuna paura; essi non riusciranno mai a piegarci ai loro voleri, né potranno trattarci come loro umili vassalli. Presto, se sarà necessario, risponderanno alla Giustizia per le loro malefatte.

Un forte abbraccio a tutti gli amici cacciatori,
Giovanni Maio

lunedì 12 maggio 2008

COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

Cari amici,
a partire da oggi, come è ben visibile in alto sulla destra del blog, è stata inserita la pagina impropriamente denominata " bilancio " nella quale ognuno di Voi potrà, in qualsiasi momento, visionare le nostre entrate e le nostre spese.
Questo ai fini di una massima trasperenza sulle operazioni economiche del nostro partito.
A giorni saranno inviate le tessere ai delegati regionali i quali, a loro volta, provvederanno a consegnarle ai soci.Dietro ogni tessera, come Vi avevo preannunciato, troverete password e usarname per poter accede alla pagina.
Un caro saluto a tutti
Angelo Dente

martedì 6 maggio 2008

ANTONINO URPI SALUTA IL SUO CORREGIONALE "INGLESE"

Carissimo paolo,
sono antonino urpi, delegato del "partito dei cacciatori" per la tua amata Sicilia.anzitutto benvenuto tra noi e grazie per la tua testimonianza portata sul blog.spero di aver modo di conoscerti personalmente, nel frattempo ti invito a contattarmi (sul blog sono presenti i miei contatti) e a mandarmi il tuo indirizzo di posta elettronica, sarà più facile collaborare. fammi sapere di dove sei originario.a presto.
Antonino Urpi

lunedì 5 maggio 2008

PARCO NAZIONALE VAL D'AGRI

Cari amici,
spero di farvi cosa gradita nel riprodurre il ricorso contro il Parco della Val D'Agri depositato oggi.
Angelo Dente






ECC.MO T.A.R. LAZIO - ROMA
Ricorso
per il “Partito dei Cacciatori - Caccia Pesca Natura”, in persona del legale rappresentante p.t. Avv. Angelo DENTE, nonché dal predetto legale rappresentante anche in proprio, rappresentato e difeso - giusta procura a margine – dall’Avv. Marcello FORTUNATO con il quale elettivamente domicilia in Roma alla via degli Avignonesi nn. 113/16 presso lo studio dell’Avv. Lodovico Visone;contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona del legale rappresentante p.t.;
avverso e per l’annullamento – previa sospensione
a – del Decreto del Presidente della Repubblica dell’08.12.2007, pubblicato su G.U. n. 55 del 05.03.2008, con il quale è stato istituito il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano - Val d’Agri - Lagonegrese;
b - della delibera di Consiglio della Regione Basilicata n. 552 del 23.12.2002, con la quale è stata “acquisita l’intesa con la Regione Balisicata sull’istituzione del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano - Val d’Agri - Lagonegrese”;
c - della delibera di Giunta della Regione Basilicata n. 978 del 04.12.2003, con la quale sono stati proposti i siti di importanza comunitaria codd. IT9210035; IT92210115; IT92210240; IT9210205; IT9210180; IT9210170; IT9210005; IT9210143; IT9210110; IT9210195; IT9210200; IT9210045, non conosciuta;
d - ove e per quanto occorra, delle risultanze delle riunioni dalla Conferenza unificata Stato - Regioni in sede tecnica del 05.06.2003, del 20.10.2003, del 10.01.2005 e del 19.01.2006, non conosciute;
e - - ove e per quanto occorra, delle risultanze delle riunioni dalla Conferenza unificata Stato - Regioni in sede politica del 15.12.2005 e del 26.01.2006, non conosciute;
f - ove e per quanto occorra, della delibera della Giunta della Regione Basilicata n. 809 del 05.06.2006;
g - ove tutt’ora efficace, del Decreto del Presidente della Repubblica del 25.07.2006;
h - della delibera di Giunta n. 537 del 17.04.2007, riportante l’ “intesa della Regione Basilicata con il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio preliminare alla istituzione del Parco Nazionale Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese”, in seguito al rinnovo di istruttoria imposto dalla Corte dei Conti con nota prot. n. 66/17 del 07.09.2006, non conosciuta;
i - della nota prot. n. 69/CU del 20.09.2007 della Conferenza unificata Stato Regioni, con la quale è stato approvato il nuovo schema di decreto istitutivo del “Parco Nazionale dell’Appennino Lucano - Val d’Agri - Lagonegrese”;
l - della delibera del Consiglio dei Ministri del 09.11.2007, non conosciuta;
m - di ogni ulteriore atto presupposto, connesso, collegato e consequenziale.
FATTO
1 – L’art. 34 comma 6 lett. f della l. n. 394/91 ha inserito il comprensorio dell’ “Appennino Lucano, Val d’Agri e Lagonegrese (monti Arioso, Voturino, Viggiano, Sirino e Raparo)” tra le aree da includere in via prioritaria nei cc.dd. “programmi triennali di intervento”, disciplinati dalla Legge quadro sulle aree protette.
2 – La suddetta previsione, in seguito alla soppressione dei programmi triennali operata dell’art. 76 del D. Lgs. n. 112 del 31.03.1998, è stata ripresa dalla L. n. 426 del 09.12.1998, la quale
a - all’art. 2, comma 7, ha conferito espresso mandato al Ministero dell’ambiente (ora, Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare) a procedere - “entro 180 giorni” dalla sua entrata in vigore - alla perimetrazione provvisoria dell’istituendo Parco ed alla fissazione delle opportune misure di salvaguardia;
b - all’art. 2, comma 23, ha previsto l’obbligo dell’Ente Statale di acquisire una preventiva intesa con la Regione, il cui territorio fosse interessato dall’istituzione del Parco.
3 - Per l’effetto, con nota SCN/DG/12727 del 02.08.2000, il Ministero - all’esito di una prima istruttoria - ha trasmesso alla Regione Basilicata lo schema di decreto istitutivo del Parco, in uno alla relativa cartografia, ai fini della prescritta “intesa”.
Con delibera di Consiglio Regionale n. 552 del 23.12.2002, però, la Regione Basilicata ha negato l’intesa, demandando ad un successivo approfondimento istruttorio l’esatta individuazione delle aree da sottoporre a vincolo.
4 – Senonchè, la nuova proposta di perimetrazione dell’istituendo Parco da parte del Ministero dell’Ambiente non è mai tornata alla Regione ai fini dell’acquisizione del provvedimento d’intesa prescritto dall’art. 2 - comma 23 della L. n. 426/98.
Ed infatti, acquisito il parere prot. n. 910/CU del 26.01.2006 - peraltro negativo - della Conferenza Stato Regioni ai sensi del combinato disposto degli artt. 7 D. Lgs n. 281/97 e 3 l. n. 394/91, le risultanze istruttorie del Ministero dell’Ambiente sono de plano confluite nel Decreto del Presidente della Repubblica del 25.07.2006, con il quale - appunto - è stato istituito il Parco Nazionale ed approvato il regolamento interno.
Attesa la manifesta illegittimità di tale primo decreto istitutivo, con nota n. 66/17 del 07.09.2006, la Corte dei Conti, in sede di controllo, non ha ammesso il predetto D.P.R. al visto di registrazione, osservando, in particolare, la mancanza di un parere favorevole della Conferenza Unificata Stato - Regioni e, soprattutto, l’assenza della preventiva intesa da parte della Regione Basilicata in ordine alla nuova perimetrazione dell’istituendo Parco.
7 – Sulla base di tale provvedimento, all’Amministrazione procedente non è rimasta altra scelta che rinnovare - ancora una volta - l’istruttoria prescritta dalla L. n. 394/91, adeguandola alle prescrizioni della Corte dei Conti.
8 - Per l’effetto, ha nuovamente trasmesso alla Regione Basilicata sia lo schema di decreto istitutivo del Parco che la nuova perimetrazione territoriale.
9 - Con delibera n. 537 del 17.04.2007, l’Ente Regionale ha quindi sancito una nuova “intesa … con il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio preliminare alla istituzione del Parco Nazionale Appennino Lucano, Val d’Agri, Lagonegrese”, attraverso - però - un provvedimento a sua volta viziato - tra l’altro – da evidente incompetenza.
Ed infatti il predetto atto di intesa è stato adottato dalla Giunta e non - come il precedente - dal Consiglio Regionale, competente all’adozione del provvedimento de quo, ai sensi dell’art. 11 dello Statuto Regionale approvato con L. n. 350 del 22.05.1971.
10 - Del predetto - insuperabile - vizio di incompetenza - tuttavia - non si è tenuto conto né in sede di adozione del parere della Conferenza Stato - Regione (nota CU/69 del 20.09.2007, stavolta favorevole alla nuova perimetrazione proposta dal Ministero dell’Ambiente) né - tantomeno - all’atto dell’emanazione del D.P.R. impugnato (emanato in data 08.12.2007 e pubblicato su G.U. n. 55 del 05.03.2008), con il quale - per la seconda volta (!) - è stato istituito il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano - Val d’Agri - Lagonegrese.
11 - Ma non solo.
Dall’analisi delle superfici considerate nella nuova perimetrazione proposta dal Ministero dell’Ambiente emerge che esse superano il limite inderogabile imposto dall’art. 10 della L. n. 157 del 11.02.1992 (“norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”) con specifico riferimento ai territori nei quali - come nella specie - è interdetta l’attività venatoria.
Ed infatti - come si evince dalla documentazione tecnica allegata - l’area interessata dal nuovo Parco Nazionale, sommata a quelle già sottoposte al divieto di attività venatoria, supera di gran lunga il limite del 30% del territorio agro - silvo pastorale di cui al predetto art. 10 L. n. 157/92.
12 - Quanto detto da esattamente conto dell’illegittimità degli atti impugnati i quali vanno sicuramente annullati, previa sospensione - per i seguenti
MOTIVI
I - VIOLAZIONE DI LEGGE (ART. 2 COMMA 7 DELLA L. N. 394/91 COSI’ COME MODIFICATO DALL’ ART. 2 COMMA 23 DELLA L. N. 426/98; ART. 8 L. N. 394/91; ART. 76 e SS. D. LGS. N. 112/98) - VIOLAZIONE DELL’ART. 11 COMMI 8 E 17 DELLO STATUTO DELLA REGIONE BASILICATA APPROVATO CON L. N. 350 del 22.05.1971 - ECCESSO DI POTERE (TRAVISAMENTO - SVIAMENTO) - INCOMPETENZA
1.1 - In via preliminare ed assorbente, si evidenzia che il D.P.R. istitutivo del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano - Val d’Agri - Lagonegrese è sicuramente viziato da incompetenza dell’Organo Regionale che ha adottato il provvedimento di “intesa” sulla nuova perimetrazione proposta dal Ministero dell’Ambiente.
Ed infatti, il procedimento tracciato dal legislatore nazionale per l’istituzione di nuovi parchi nazionali prevede:
a - un “apposito provvedimento legislativo” (art. 8 comma 6 L. n. 394/91)
b - il parere obbligatorio non vincolante della Conferenza Stato - Regioni (art. 77 D. Lgs. n. 112/98);
c - l’emanazione di un espresso atto “d’intesa” da parte della Regione interessata all’Istituzione del Parco.
1.2 - Con riferimento alla fattispecie oggetto del presente gravame, il predetto atto d’intesa, stanti i suoi evidenti e macroscopici effetti sull’assetto territoriale della Regione Basilicata, rientra nell’ambito degli atti di esclusiva competenza del Consiglio, come emerge dalla lettura dell’art. 11, commi 8 e 17 dello Statuto Regionale, approvato con L. n. 350 del 22.05.1971.
1.3 - Non a caso, la Regione Basilicata ha respinto la prima proposta di perimetrazione proposta dal Ministero dell’Ambiente con nota prot. n. SCN/DG/12727 del 02.08.2000, proprio con delibera del Consiglio Regionale (n. 552 del 23.12.2002).
In tale esatto contesto, è evidente che in seguito alla riproposizione della nuova perimetrazione dell’istituendo Parco Nazionale da parte del Ministero dell’Ambiente per effetto:
a - della mancata approvazione della prima proposta da parte Consiglio Regionale;
b - della nota n. 66/17 del 07.09.2006, con la quale la Corte dei Conti non ha ammesso al visto di registrazione il primo D.P.R. istitutivo del Parco (del 25.07.2006);
il nuovo atto di intesa doveva essere adottato dal Consiglio Regionale e non invece - come è accaduto - dalla Giunta.
In tale esatto contesto, è evidente l’illegittimità della delibera di Giunta n. 537 del 17.04.2007 e, quindi, - per l’effetto – di tutti gli atti ad essa consequenziali.
II - VIOLAZIONE DI LEGGE (ART. 10 E 21 L. N. 157/1992 IN RELAZIONE ALL’ART. 3 DELLA L. N. 241/90) - VIOLAZIONE DEL GIUSTO PROCEDIMENTO - ECCESSO DI POTERE (DIFETTO ASSOLUTO DEL PRESUPPOSTO - DIFETTO DI ISTRUTTORIA E MOTIVAZIONE - TRAVISAMENTO - SVIAMENTO)
2.1 - Ai sensi dell’art. 10 della L. n. 157/92 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), “il territorio agro - silvo - pastorale di ogni regione è destinato per quota dal 20 a 30 per cento a protezione della fauna selvatica … in dette percentuali sono compresi i territori ove sia comunque vietata l’attività venatoria anche per effetto di altre leggi o disposizioni”.
2.2 - Mediante la predetta disposizione, il legislatore ha inteso garantire un effettivo bilanciamento di interessi - entrambi di rango costituzionale - tra la tutela e la salvaguardia della fauna selvatica e l’esercizio dell’attività venatoria, il cui ruolo indispensabile per il controllo e la diffusione delle specie animali esistenti - specie quelle erbivore - è unanimemente riconosciuto sia dalle stesse organizzazioni ambientaliste che dall’autorità giurisdizionale, non ultima la Corte Costituzionale (da ultima, Corte Cost. Sent. n. 169/99).
2.3 - In tale esatto contesto, si giustifica la sussistenza di un provvedimento di rango normativo volto a limitare il potere dalla P.A. di imporre un divieto assoluto all’attività venatoria ad una percentuale non superiore al 30% del complessivo territorio agro - silvo - pastorale di ogni regione.
2.4 - E ciò, con riferimento non solo - come previsto testualmente in rubrica - ai “piani venatori”, ma, soprattutto, alle “altre leggi o disposizioni” cui discenda - come nella specie - un espresso divieto all’attività venatoria
Tale circostanza ricorre certamente nella specie posto che - ai sensi dell’art. 21 della L. n. 157/1992 - l’istituzione di un parco nazionale e/o una riserva naturale comporta di per sé l’insorgere di un divieto assoluto all’esercizio della predetta attività nell’ambito dell’intera area interessata dal perimetro del parco.
2.5 - Con l’ovvia conseguenza che - nell’ambito del complesso procedimento preordinato ad identificare l’esatta perimetrazione dell’istituendo Parco Nazionale - la P.A. avrebbe dovuto procedere
a - alla ricognizione delle aree “agro - silvo - pastorali” complessivamente esistenti sul territorio della Regione Basilicata;
b - all’esatta individuazione di quelle già sottoposte a divieto venatorio;
c - all’eventuale stralcio dalla perimetrazione dell’istituendo parco nazionale di una superficie pari - quantomeno - a quella in eccesso rispetto al vincolo del 30% imposto dall’art. 10 della l. n. 157/92.
2.6 - Nulla di tutto questo è dato riscontrare nella fattispecie in esame.
Ed infatti - come emerge dalla semplice lettura della relazione tecnica depositata in atti - l’istituzione del Parco Nazionale ha esteso il vincolo all’attività venatoria su complessivi 210.616 Ha a fronte dei 716.837 Ha disponibili.
2.7 - Per l’effetto, nella Regione Basilicata la caccia risulta vietata su una superficie territoriale pari al 37% di quella disponibile (stima arrotondata per difetto), ben al di sopra - quindi - al tetto del 30% imposto dalla L.n. 157/92.
E ciò, a definitiva conferma dell’illegittimità delle scelte pianificatorie della P.A..
III - VIOLAZIONE DI LEGGE (ART. 2 COMMA 7 DELLA L. N. 394/91 COSI’ COME MODIFICATO DALL’ ART. 2 COMMA 23 DELLA L. N. 426/98; ART. 7 D. LGS. N. 281/97; ART. 3 L. N. 394/91; ART. 76 e SS. D. LGS. N. 112/98) - VIOLAZIONE DELL’ART. 11 COMMI 8 E 17 DELLO STATUTO DELLA REGIONE BASILICATA APPROVATO CON L. N. 350 del 22.05.1971 - ECCESSO DI POTERE (TRAVISAMENTO - SVIAMENTO)
3.1 - Sotto un ulteriore - ed autonomo - profilo, si evidenzia che l’intero procedimento di perimetrazione e istituzione del Parco difetta insanabilmente di uno dei pareri tipici indefittibilmente richiesti dalla legge quadro sulle aree protette.
3.2 - Sul punto, si evidenzia che nell’originario costrutto della l.n. 393/91 era previsto l’intervento obbligatorio di due differenti organismi consultivi: il Comitato per le aree naturali protette e la Consulta tecnica per le aree naturali protette.
3.3 - In particolare, la Consulta tecnica “è costituita da nove esperti particolarmente qualificati per l'attività e per gli studi realizzati in materia di conservazione della natura, nominati, per un quinquennio, dal Ministro dell'ambiente, di cui tre scelti in una rosa di nomi presentata dalle associazioni di protezione ambientale presenti nel Consiglio nazionale per l'ambiente, tre scelti, ciascuno, sulla base di rose di nomi rispettivamente presentate dall'Accademia nazionale dei Lincei, dalla Società botanica italiana e dall'Unione zoologica italiana, uno designato dal Consiglio nazionale delle ricerche e due scelti in una rosa di nomi proposta dai presidenti dei parchi nazionali e regionali” (si cfr. art. 3 l.n. 394/91).
Ebbene, se per effetto dell’art. 7 del D.Lgs. n. 281/97 le competenze del Comitato sono transitate integralmente alla Conferenza Stato - Regioni, quelle della Consulta sono rimaste completamente inalterate.
Sennonché - a quanto è dato sapere - alcun atto del procedimento istitutivo del Parco Nazionale ha registrato l’intervento e/o il parere della Consulta.
E ciò a definitiva conferma dell’illegittimità degli atti impugnati.
Istanza di Sospensione.
Il danno è grave ed irreparabile.
Per effetto dei provvedimenti impugnati, nella Regione Basilicata viene inibito l’esercizio dell’attività venatoria su una superficie agro - silvo - pastorale ben superiore rispetto al limite inderogabile del 30% della superficie disponibile, prescritto dalla l. n. 157/92.
Coincidente con l’interesse pubblico è anche quello ad una corretta gestione dell’attività di caccia anche in considerazione della riconosciuta funzione di controllo del prelievo venatorio nei confronti della proliferazione delle specie animali esistenti, specie quelle erbivore.
P.Q.M.
Accogliersi il presente ricorso, in uno all’istanza cautelare, con ogni conseguenza di legge anche in ordine alle spese e competenze del presente giudizio.
Ai sensi degli artt. 9 e ss. del D.P.R. n. 115/02, si dichiara che per il presente giudizio sarà corrisposto il contributo unificato nella misura fissa pari ad € 500,00.
Salerno/Roma 05.05.2008

Avv. Marcello FORTUNATO









RELATA DI NOTIFICA EX ART. 1 LEGGE 21 GENNAIO 1994
N. 53
Io sottoscritto Avv. Marcello FORTUNATO in virtù dell’autorizzazione ai sensi dell’art. 7 della Legge 21.01.1994 n. 53 del Consiglio dell’Ordine di Salerno del 30.06.06, previa iscrizione al n. 82/08 del mio registro cronologico, per conto del “Partito dei Cacciatori – Caccia Pesca Natura”, in persona del legale rappresentante p.t., Avv. Angelo Dente, nonché dal predetto legale rappresentante anche in proprio, delega in atti, ho notificato il suesteso ricorso a:
(Reg. Cron. n. 82/08) – PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – IN PERSONA DEL PRESIDENTE P.T. – DOMICILIATO OPE LEGIS PRESSO L’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO – VIA DEI PORTOGHESI N. 12 – 00186 - ROMA
spedendone copia conforme all’originale, in data corrispondente a quella del timbro postale a margine, a mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n. 76307264673-7 spedita dall’Ufficio Postale di Salerno Centro.
Salerno, 05.05.2008 Avv. Marcello FORTUNATO


(Reg. Cron. n. 82/08) – MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - IN PERSONA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. – DOMICILIATO OPE LEGIS PRESSO L’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO – VIA DEI PORTOGHESI N. 12 – 00186 - ROMA spedendone copia conforme all’originale, in data corrispondente a quella del timbro postale a margine, a mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n. 76307264681-7 spedita dall’Ufficio Postale di Salerno Centro.
Salerno, 05.05.2008 Avv. Marcello FORTUNATO
(Reg. Cron. n. 82/08) – MINISTERO DEI BENI CULTURALI ED AMBIENTALI – IN PERSONA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. – DOMICILIATO OPE LEGIS PRESSO L’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO – VIA DEI PORTOGHESI N. 12 – 00186 - ROMA spedendone copia conforme all’originale, in data corrispondente a quella del timbro postale a margine, a mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n. 76307264676-0 spedita dall’Ufficio Postale di Salerno Centro.
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(Reg. Cron. n. 82/08) – REGIONE BASILICATA – IN PERSONA DEL LEGALE RAPPRESENANTE P.T. – DOMICILIATO PER LA CARICA PRESSO LA SEDE DELL’ENTE – VIALE DELLA REGIONE BASILICATA N. 4 – 85100 – POTENZA spedendone copia conforme all’originale, in data corrispondente a quella del timbro postale a margine, a mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n. 76307264675-9 spedita dall’Ufficio Postale di Salerno Centro.
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(Reg. Cron. n. 82/08) – PROVINCIA DI POTENZA - IN PERSONA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. - DOMICILIATO PER LA CARICA PRESSO LA SEDE DELLA PROVINCIA – PIAZZA MARIO PAGANO N. 1 – 85100 – POTENZA
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(Reg. Cron. n. 82/08) – COMUNE DI GALLICCHIO - IN PERSONA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. – DOMICILIATO PER LA CARICA PRESSO LA CASA COMUNALE – VIA GIOVANNI XXIII N. 1 – 85010 – GALLICCHIO (PZ) spedendone copia conforme all’originale, in data corrispondente a quella del timbro postale a margine, a mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n. 76307264679-3 spedita dall’Ufficio Postale di Salerno Centro.
Salerno, 05.05.2008 Avv. Marcello FORTUNATO



(Reg. Cron. n. 82/08) – COMUNE DI LAGONEGRO – IN PERSONA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. – DOMICILIATO PER LA CARICA PRESSO LA CASA COMUNALE – 85042 – LAGONEGRO (PZ) spedendone copia conforme all’originale, in data corrispondente a quella del timbro postale a margine, a mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n. 76307264672-6 spedita dall’Ufficio Postale di Salerno Centro.
Salerno, 05.05.2008 Avv. Marcello FORTUNATO



(Reg. Cron. n. 82/08) – SIG. DARIO GIOIA – VIA ANGELO DIEGO N. 3 – 85043 – LATRONICO (PZ) spedendone copia conforme all’originale, in data corrispondente a quella del timbro postale a margine, a mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n. 76307264806-6 spedita dall’Ufficio Postale di Salerno Centro.
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(Reg. Cron. n. 82/08) – ENTE PARCO NAZIONALE DELL’APPENNINO LUCANO – VAL D’AGRI – LAGONEGRESE - IN PERSONA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. – DOMICILIATO OPE LEGIS PRESSO L’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO – VIA DEI PORTOGHESI N. 12 – 00186 - ROMA spedendone copia conforme all’originale, in data corrispondente a quella del timbro postale a margine, a mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n. 76307265221-1 spedita dall’Ufficio Postale di Salerno Centro.
Salerno, 05.05.2008 Avv. Marcello FORTUNATO



(Reg. Cron. n. 82/08) – ENTE PARCO NAZIONALE DELL’APPENNINO LUCANO – VAL D’AGRI – LAGONEGRESE – PRESSO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - IN PERSONA DEL LEGALE RAPPRESENTANTE P.T. – DOMICILIATO OPE LEGIS PRESSO L’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO – VIA DEI PORTOGHESI N. 12 – 00186 - ROMA spedendone copia conforme all’originale, in data corrispondente a quella del timbro postale a margine, a mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n. 76307264677-1 spedita dall’Ufficio Postale di Salerno Centro.
Salerno, 05.05.2008 Avv. Marcello FORTUNATO

venerdì 2 maggio 2008

CI SEGUONO ANCHE DALL'INGHILTERRA

Gentilissimo partito dei cacciatori e il suo beneamato e molto gradito, presidente.

Io sono Paolo e abito in Granbretagna, sarebbe uno spreco di tempo raccontarvi l'efficacia dell'oragnizzazione nell'ambito dell'attivita' venatoria in questa nazione.
Abito in questo paese da dieci anni , per i primi sette anni non ho potuto riprendere la nobile attivita' della caccia perche' in questo paese l'attivita' venatoria si paga e delle volte anche caro.
la mia partenza dalla mia terra d'origine la Sicilia e' stata motivata come tutti i miei simili da mancanza di opportunita' e liberta' imprenditoriali.
sono scappato anche angosciato dal fatto che l'attivita' venatoria in italia ha iniziato la sua agonia gia' da molti anni e non potevo piu' vivere in un paese che non mi garantiva piu' di vivere la mia sconfinata passione e medicina di vita che e' la caccia, per entranbe le ragioni mi stavo talmente tanto rattristando che ho dovuto lasciare per vivere.
I primi sette anni mi sono tantissimo concentrato nella costruzione della mia attivita' dalla quale tutte le ragioni della mia vita dipendono.
E' da tre anni che ho iniziato a rivivere momenti e situazioni che provavo soltanto nei racconti di mio padre e mio nonno...momenti di emozioni e sensazioni che mi hanno portato a ricredere in Dio ed a ringraziarlo di potere esistere.
Sono molto indispettito e avvilito per le condizioni umilianti nelle quali il mondo della caccia sia oggi decaduto in italia, troppo in basso.
Sono arrabbiato per la posizione totalmente remissiva ed improduttiva che tutte le associazioni della caccia hanno costretto i cacciatori italiani a subire e che ci ha portanto a questo deprovevole punto di morte.
Sono molto entusiasta e fiducioso per la vostra iniziativa...bisogna contrattaccare con determinazione forza e potenza. C'e' tanto lavoro da fare, ma proprio tantissimo..ma con grande tenancia e determinazione ci si riuscira'. Perche' abbiamo tante carte importanti a nostro favore e le dobbiamo giocare bene senza risparmiare niente e nessuno. E' una guerra che si deve combattere con la tenacia di vincere.
Ci sarebbero tante cose che io potrei suggerire in relazione alla mia conoscenza dell'esperienza Britannica e sicuramente lo faro' in futuro, voglio dare tutta la mia partecipazione e collaborazione in fututro e tra non molto mi registrero' al vostro, cioe' al nostro partito.
Saluto con molto entusiasmo il partito dei cacciatori ed i suoi adepti.

Tanti auguri Presidente

cordiali saluti

Paolo Gullo

CONTINUA LA GIUSTA PROTESTA DI EMILIO LOVECE

CARO PRESIDENTE COME VEDI SULLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO DEL 29/04/2008 HO MESSO L'ARTICOLO DI PROTESTA , RIGUARDANTE A.T.C. CHE PENSO SI DEVE TANTO A PEPPINO TESTONE CHE DA SOLO STA INSISTENDO NELL'ABOLIRE QUESTO SPREGO DI DENARO PER TUTTI GLI SPORTIVI CACCIATORI, E PENSO CHE CON IL VOSTRO AIUTO POTREMMO RICAVARE ALTRI DIRITTI PER I CACCIATORI, E NON SOLO DOVERI, TENENDO PRESENTE CHE I CACCIATORI SONO PERSONE PER BENE E ONESTI, SPERO DI VEDERCI A PRESTO

EMILIO LOVECE